Il serpente che danza
di Charles Baudelaire
traduzione della solita Paola Magi
Quanto mi piace, cara indolente,
veder brillare
del tuo bel corpo la pelle, come
stoffa cangiante!
Sulla profonda capigliatura
d’acri profumi,
mare odoroso alla ventura
di onde blu e brune,
Come una nave che al mattutino
vento si desta,
per cieli ignoti il mio sognante
cuore apparecchia.
Gli occhi tuoi, dove nulla si svela
di dolce o amaro,
sono gioielli freddi, in cui l’oro
si unisce al ferro.
Se ti si guarda andare in cadenza,
bella d’oblio,
ti si direbbe un serpe che danza
in cima a un bastone;
sotto il fardello del tuo abbandono,
la testa infante
ondeggia con la mollezza d’un gio-
vane elefante,
ed il suo corpo si china e allunga
come una barca
fine, che bordeggi, e immerga
le bome in acqua.
E, come un’onda cresce ai disciolti
ghiacciai grondanti,
se l’acqua della tua bocca sale
al bordo dei denti,
mi par di bere vino boemo
vincente e amaro,
un cielo liquido che mi dissemina
di stelle il cuore!