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martedì 29 marzo 2011

Suor Juana


Vorrei oggi proporvi una poetessa del XVII secolo, una monaca messicana dal destino infelice e tuttavia eccezionale. Suor Juana Inés de la Cruz fu donna di straordinario talento intellettuale, che faticò non poco a coltivare nel secolo dell'Inquisizione e nelle terre d'oltreoceano di un impero in decadenza come quello spagnolo. Non vi offro la mia traduzione, perché è già stata tradotta con grande efficacia e grazia da Roberto Paoli, nell'edizione della BUR.
Sentite cosa ardiva scrivere, la bellissima e fiera Juana, anticipando il secolo dei lumi.

Verde raggiro della vita umana,
folle Speranza, delirio dorato,
sogno disordinato degli svegli,
e, come i sogni, di tesori vana;

anima del mondo, vecchiaia ridente,
decrepito rigoglio immaginato,
l'oggi che hanno aspettato i fortunati
e il domani che attende chi ha sfortuna;

cerchi il tuo giorno dietro la tua ombra
chi con lenti di verde colorate
tutto vede dipinto a suo piacere;

io, più guardinga nelle mie occasioni,
ho entrambi gli occhi in entrambe le mani
e solamente ciò che tocco vedo.